lunedì 13 marzo 2017
giovedì 2 febbraio 2017
Nota storica di Nicola Zitara (2).
«Cavour non fu
un patriota del tipo Pellico ed Inno di Mameli, ma un uomo dinamico, certamente
colto, ma non di una cultura umanistica all'italiana, tipo Alfieri, Balbo,
Gioberti...
Era uno che amava rischiare.
Come tutti i torinesi ricchi aveva una formazione francese e un solido parentado elvetico. È noto che essendo di madrelingua francese, per mettersi in politica, l'italiano lo dovette imparare. È anche noto che era il comproprietario di un feudo-tenuta che si scrive e si legge in francese.
Molto ricco, curioso, intraprendente, sicuro di sé, conosceva di Parigi i luoghi che contavano, non certo le banlieu, e a Parigi si fermò a giocare in Borsa.
Perdendo, purtroppo.
Perché, se avesse vinto, l'Italia di oggi avrebbe una diversa classe dirigente.
Era uno che amava rischiare.
Come tutti i torinesi ricchi aveva una formazione francese e un solido parentado elvetico. È noto che essendo di madrelingua francese, per mettersi in politica, l'italiano lo dovette imparare. È anche noto che era il comproprietario di un feudo-tenuta che si scrive e si legge in francese.
Molto ricco, curioso, intraprendente, sicuro di sé, conosceva di Parigi i luoghi che contavano, non certo le banlieu, e a Parigi si fermò a giocare in Borsa.
Perdendo, purtroppo.
Perché, se avesse vinto, l'Italia di oggi avrebbe una diversa classe dirigente.
Visitò Londra
e anche Edimburgo, capitale della massoneria. Non girò l'Italia come Massimo
d'Azeglio. Anzi, non la conosceva affatto.
Non fu mai a
Palermo e a Napoli, non vide mai Roma, che voleva come capitale d'Italia al
solo scopo di non lasciare spazi all'azione di Mazzini e dei repubblicani; non
andò mai a Venezia, che pure cercò arditamente di portare nei confini sabaudi.
Solo una volta
fu a Firenze, per sbrigare un affare di governo, e forse due volte a Milano,
per lo stesso motivo».
Nicola Zitara (fu scrittore e giornalista calabrese).
lunedì 2 gennaio 2017
Nota storica di Nicola Zitara (1).
«In verità la storia
patria, quella che si legge sui libri degli storiografi italiani, è una sequela
di falsità e omissioni. Pensate,
per fare solo un’altro esempio, che tra il 1868 e il 1890, il governo del re
Savoia dovette ricostruire interamente la flotta distrutta dagli austriaci
nella Battaglia di Lissa. Voleva farlo a Sampierdarena (GE), ma gli ingegneri
(per esempio il milanese Giuseppe Colombo) chiarirono che solo a Castellammare
di Stabia (NA) c’erano attrezzature e maestranze capaci di simile impresa. Da
Castellammare uscì la flotta più moderna del mondo.
Bene, Castellammare fu subito liquidata e l’Italia s’impegnò a costruire La Spezia. Un borgo di 3.000 abitanti, già al Censimento del 1901 ne contava più di centomila.
Questa è l’Italia.
Un elemento fondamentale del programma di Cavour fu l’intento, consapevole e deliberato, di liquidare il Sud economicamente e asservirlo culturalmente al Nord. Concepito e messo in opera da lui stesso, il progetto fu portato a una prima conclusione dalla Destra Storica, proseguito poi da Depretis, Cairoli, Crispi e Giolitti, quindi ancora da Mussolini, De Gasperi ed Einaudi. Forse Fanfani e Nenni avrebbero voluto cambiare rotta, ma la Confindustria e i sindacati – avallati dal Pci, La Malfa e De Martino – li bloccarono.
Ne consegue, che siamo ancora una non-nazione. Il Sud, da quando il Nord lo ha conquistato, è stato squalificato sia nell’immagine che nella capacità produttiva. I padani, per svilupparsi, volevano un popolo di iloti, e lo hanno avuto. Hanno regalato ai ricchi le terre della Chiesa e il Demanio pubblico, hanno prezzolato i politicanti, hanno scatenato il clientelismo, hanno inaugurato il notabilato, hanno escogitato l’assistenzialismo, hanno governato simultaneamente coi Carabinieri e con la Mafia. E coi partiti e i sindacati nazionali hanno falsificato lo scontro politico.
Il Meridione è oggi un paese che si identifica solo per negazione. I meridionali sono italiani negati dalla stessa Italia.
L’obiettivo, tuttavia, non è la rivalutazione dei Borbone. Il problema è un altro: far sapere finalmente a tutti, e in primo luogo agli stessi meridionali, sui frutti di quali saccheggi e razzie piemontesi e nordiste è stata edificata l’Italia. Su quali costi vivi, a carico del popolo meridionale, essa va avanti prosperosamente. A spese di chi si europeizza e si eurizza».
Nicola Zitara (fu scrittore e giornalista calabrese).
Bene, Castellammare fu subito liquidata e l’Italia s’impegnò a costruire La Spezia. Un borgo di 3.000 abitanti, già al Censimento del 1901 ne contava più di centomila.
Questa è l’Italia.
Un elemento fondamentale del programma di Cavour fu l’intento, consapevole e deliberato, di liquidare il Sud economicamente e asservirlo culturalmente al Nord. Concepito e messo in opera da lui stesso, il progetto fu portato a una prima conclusione dalla Destra Storica, proseguito poi da Depretis, Cairoli, Crispi e Giolitti, quindi ancora da Mussolini, De Gasperi ed Einaudi. Forse Fanfani e Nenni avrebbero voluto cambiare rotta, ma la Confindustria e i sindacati – avallati dal Pci, La Malfa e De Martino – li bloccarono.
Ne consegue, che siamo ancora una non-nazione. Il Sud, da quando il Nord lo ha conquistato, è stato squalificato sia nell’immagine che nella capacità produttiva. I padani, per svilupparsi, volevano un popolo di iloti, e lo hanno avuto. Hanno regalato ai ricchi le terre della Chiesa e il Demanio pubblico, hanno prezzolato i politicanti, hanno scatenato il clientelismo, hanno inaugurato il notabilato, hanno escogitato l’assistenzialismo, hanno governato simultaneamente coi Carabinieri e con la Mafia. E coi partiti e i sindacati nazionali hanno falsificato lo scontro politico.
Il Meridione è oggi un paese che si identifica solo per negazione. I meridionali sono italiani negati dalla stessa Italia.
L’obiettivo, tuttavia, non è la rivalutazione dei Borbone. Il problema è un altro: far sapere finalmente a tutti, e in primo luogo agli stessi meridionali, sui frutti di quali saccheggi e razzie piemontesi e nordiste è stata edificata l’Italia. Su quali costi vivi, a carico del popolo meridionale, essa va avanti prosperosamente. A spese di chi si europeizza e si eurizza».
Nicola Zitara (fu scrittore e giornalista calabrese).
martedì 13 dicembre 2016
Commemorazione del 180° Anniversario (1836) della costruzione del “Ponte su Lama Monachile” a Polignano a Mare (BA).
PROGRAMMA:
11/12/2016 - ore 12:00
Commemorazione del 180° Anniversario (1836) della costruzione
del “Ponte su Lama Monachile” a Polignano a Mare (BA), per
volontà del sovrano Ferdinando II di Borbone.
11/12/2016 - ore 10:00
Partecipazione alla Santa Messa delle bandiere borboniche celebrata
da S.A.R. il Reverendo Principe
Don Alessandro E. di Borbone delle Due Sicilie, Polignano a mare (BA).
10/12/2016 - ore 19:00
Accoglienza presso la sede
generale della Direzione e Segreteria politica di MDS di S.A.R. il Reverendo Principe Don Alessandro
E. di Borbone delle Due Sicilie, (BARI).
lunedì 5 dicembre 2016
venerdì 4 novembre 2016
lunedì 17 ottobre 2016
venerdì 30 settembre 2016
venerdì 19 agosto 2016
giovedì 4 agosto 2016
lunedì 13 giugno 2016
Nomina del Segretario politico cittadino di Valenzano (BA)
Valenzano (BA), 12 Giugno 2016. - Durante la riunione del Movimento Duosiciliano - MDS tenutasi presso la sede generale della Direzione e Segreteria politica di Bari è stato eletto con voto unanime Michele Filipponio (consulente, imprenditore), già componente del Comitato Politico, primo Segretario politico cittadino di Valenzano (BA).
Nota della Direzione politica e Segreteria generale di MDS:
«Si conferisce l'incarico di Segretario cittadino del Movimento Duosiciliano per la città di Valenzano (BA), al sig. Michele Filipponio, già componente del Comitato Politico dello scrivente Movimento.
Il sig. Michele Filipponio, nei suoi poteri, può interagire a Valenzano, in nome e per conto dell'MDS, con le forze politiche ivi rappresentate, con le Istituzioni e gli Enti Locali, con le attività imprenditoriali, con le categorie del lavoro e coi semplici cittadini».
Michele LADISA
(Segretario generale di MDS)
Di seguito pubblichiamo la sintesi di pensiero, del neo-segretario politico cittadino, sui fatti e disfatti del Mezzogiorno d'Italia:
Michele FILIPPONIO
(Segretario politico cittadino di Valenzano; Membro del Comitato Politico di MDS)
Nota della Direzione politica e Segreteria generale di MDS:
«Si conferisce l'incarico di Segretario cittadino del Movimento Duosiciliano per la città di Valenzano (BA), al sig. Michele Filipponio, già componente del Comitato Politico dello scrivente Movimento.
Il sig. Michele Filipponio, nei suoi poteri, può interagire a Valenzano, in nome e per conto dell'MDS, con le forze politiche ivi rappresentate, con le Istituzioni e gli Enti Locali, con le attività imprenditoriali, con le categorie del lavoro e coi semplici cittadini».
Michele LADISA
(Segretario generale di MDS)
Di seguito pubblichiamo la sintesi di pensiero, del neo-segretario politico cittadino, sui fatti e disfatti del Mezzogiorno d'Italia:
«A scuola i libri scolastici mi hanno insegnato che il Mezzogiorno
d'Italia (Sud o Meridione) era pieno di analfabeti e briganti
(delinquenti), e per questo bisognava invaderlo senza dichiarare guerra, per
portare ordine, progresso civile ed industriale.
Trent'anni dopo, scopro che il Regno delle Due
Sicilie (ex-Regno di Napoli + ex-Regno di Sicilia; ex-Magna Grecia), che ha
regnato tra il 1130 ed il 1861, prima dell'Unità d'Italia era la Terza
Potenza Mondiale industriale e militare, realizzando 99
Primati Mondiali, Europei ed Italiani (primati documentati negli Archivi
di Stato di Napoli - Sezione Archivio Borbonico).
Un Regno invidiato dalla Francia (2ª Potenza mondiale)
ed Inghilterra (1ª Potenza mondiale), sotto tutti gli aspetti politici,
militari ed economici (ad esempio: l'egemonia dei traffici commerciali
con gli Stati del Mar Mediterraneo e l'Oriente, etc.).
Allora, mi sono chiesto:
- Come mai succede (accade) tutto questo in
Italia?
- Allora è vera l'affermazione "la Storia
viene scritta dai vinti e non dai vincitori!"
- Perché gli Italiani devono studiare, conoscere e
commemorare, soprattutto fatti e misfatti del RISORGIMENTO e della
RESISTENZA?
- Perché pochi sanno che la CORSICA e MALTA erano
territori italiani e cedute per debiti e rivalità geopolitiche ai francesi ed
inglesi?
- Perché non si risolve, una volta e per sempre, la
nota Questione Meridionale? etc. etc.
La risposta è semplice ed inequivocabile...Togliere
(privare) di identità, dignità e memoria storica un popolo (quello meridionale)
pacifico, cattolico e cosmopolita, significa ucciderlo due volte, nel cuore e
nella mente, nel corpo e nell'anima!».Michele FILIPPONIO
(Segretario politico cittadino di Valenzano; Membro del Comitato Politico di MDS)
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